Che l’ILVA vi benedica – 9 Novembre 2013

L’arcidiocesi di Taranto, in collaborazione con la LUMSA e il polo jonico del Politecnico di Bari, ha organizzato per il 7 novembre scorso un convegno dal titolo “Ambiente, salute, lavoro: un cammino possibile per il bene comune”. Prevista la partecipazione dei seguenti relatori: il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, il procuratore di Taranto Franco Sebastio, il direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato e l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, magno organizzatore e promotore dell’iniziativa che, per completezza, si è tenuta proprio nell’Aula Magna della LUMSA di Taranto, adiacente alla Parrocchia Santa Rita, rinomata sede jonica del movimento ecclesiale cattolico “Comunione e Liberazione” (notoriamente lo spazio più consono ad accogliere iniziative di questo genere, il più capiente, insomma il migliore sotto ogni punto di vista. La Subfor? No. La Subfor non esiste. Non è mai esistita.)

Un coraggioso tentativo di dialogo sul dramma che vive Taranto per la contrapposizione tra ambiente e lavoro.

Il nostro obiettivo è di favorire la concertazione tra le varie forze positive presenti sul nostro territorio per aiutare ad una soluzione che veda in primo luogo non il lucro e il profitto ma la difesa della vita, della salute e del lavoro.

Parole di monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto. A cui si è aggiunto il saluto del Santo Padre che “auspica che la proficua riflessione, accompagnata da scelte concrete verso stili di vita sostenibili sul piano umano ed ecologico e da un sistema economico che promuova la piena realizzazione della persona, giunga al pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno al lavoro, alla salute e alla pacifica convivenza”. Più la garanzia della sua preghiera per tutti i cittadini di Taranto.

Detto questo, e considerando che io non conosco assolutamente il contenuto delle relazioni e degli interventi del convegno, quello che voglio dire io sono solo delle semplici considerazioni che approfondiscano la cronaca di questa importante e proficua giornata per Taranto e per la salute della cittadinanza.

Considerazione n. 1
L’accesso al convegno non era libero. Vi si poteva accedere solo tramite invito.
Tra gli invitati, ad ogni modo, c’erano tutti i parroci della Diocesi di Taranto più un accompagnatore. La cittadinanza tutta non era invitata.

Considerazione n. 2
A causa della presenza di ben due ministri del nostro attuale governo e della rilevanza dell’iniziativa che ricordo, era organizzata dall’Arcidiocesi di Taranto, la zona circostante al luogo dell’evento, ha dovuto esser blindata dalle transenne e dai mezzi delle forze dell’ordine (con annessi uomini rigorosamente in assetto anti-sommossa), per l’ovvio pericolo dovuto alla ben nota violenza del popolo tarantino, peraltro del tutto ingiustificata visto l’impegno e la passione con la quale la classe politica si dedica al caso ILVA per la difesa dei diritti fondamentali dei cittadini.

Considerazione n. 3
Tra i relatori erano indicati anche i nomi del presidente della regione Puglia Nichi Vendola, e del sindaco di Taranto Ippazio Stefano. “Sopravvenuti altri impegni” è stata la motivazione con la quale entrambi hanno giustificato la loro assenza.
A titolo puramente informativo, aggiungo che sia Vendola che Stefano sono recentemente stati destinatari di un avviso di garanzia da parte della Procura di Taranto per il caso ILVA.

Considerazione n. 4
Mi è stato riferito che all’esterno della LUMSA, in cui si svolgeva il convegno, e aldilà delle transenne e delle camionette, la cittadinanza tutta era presente in un numero che si aggira intorno alle 50 persone (abitanti di Taranto: 198 mila circa).

Adesso non ho voglia di aggiungere altro.

Anzi no, un’altra cosa la dico: non gradisco l’ironia su chi pensa che io parli continuamente di Taranto e del caso ILVA. Quando il “caso Taranto” diventerà “la strage di Taranto”, allora tutti ne parlerete, politici e non, e invierete SMS al 45503 per donare 1 euro alla città. E sarà il vostro modo per compensare il sacrificio umano che avremo dovuto fare perché qualcosa cambiasse.

Fonte 1
Fonte 2
Fonte 3

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