Cinque euro e quindici

Oggi per entrare nella Zona Rossa ho dovuto ripercorrere tutti gli stessi vicoli del 30 novembre. Stavolta non mi fregate. Mò lo so da dove posso passare. Mentre camminavo cercavo di carpire i commenti della gente. Tanti ragazzi camminavano in direzione opposta rispetto a me, che arrivavo.

Oggi Roma era puzza di bruciato e sirene. Sono passata davanti ad almeno sei o sette posti di blocco. Ignara di ciò che avrei letto una volta tornata a casa, notavo che la maggior parte dei poliziotti era riconoscibile esclusivamente dal colore del casco. Per il resto potevano essere spacciati tranquillamente per manifestanti.
E infatti: http://violapost.wordpress.com/2010/12/14/cosa-ci-fa-un-finanziere-con-la-pistola-in-mano-tra-i-manifestanti/

Oggi le camionette erano della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza. Dopo circa un’ora e mezza che vagavo nello sconforto generale (314 a 311, ormai si sapeva), sono riuscita ad arrivare a piazza Colonna, epicentro della vergogna nazionale. Accesso bloccato, neanche a chiederselo. Di fronte alla massa dei poliziotti in assetto anti-sommossa, un centinaio di persone, me compresa, si sono posizionati di fronte a loro. In silenzio noi, in silenzio loro.

Di tanto in tanto qualcuno dei nostri urlava qualcosa. Chi poteva, filmava. C’era un ragazzo che nominava spesso Taranto, l’ILVA, e i bambini che nascono con la leucemia. Dalle sue parole, e dalla cadenza, ho capito che eravamo compagni nella lotta, e anche nella provenienza geografica.

Faceva troppo freddo per pensare di restare fermi lì per ore. Quel che doveva succedere era già successo. Qualcuno ogni tanto accennava ancora una timida difesa del Caimano, salvo poi essere zittito coi fatti nel giro di pochi secondi.

Prima di allontanarmi, ho avuto la brillante idea di contare le camionette della Polizia che vedevo. Dieci. Dieci camionette solo a Piazza Colonna. Lascio a chi legge una vaga ipotesi di quante altre ce ne fossero intorno.

Mi sono riaccucciata e, sfiduciata (io), sono andata verso la metro con un po’ di pensieri. Il governo non è caduto. Probabilmente passerà anche la Riforma Gelmini e allora sì che saremo morti tutti. La cultura porterà tutti noi con sé nella tomba.

E pensare che gli unici soldi che ho speso oggi, li ho spesi per un libro e per comprare il giornale.

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Una risposta a Cinque euro e quindici

  1. Nicola ha detto:

    Quanto ti capisco, quanto mi sento come te.

    Facciamoci forza, c’aspettano tempi bui.

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